M O S T R E  D' A R T E:    Personale di Miro Romagna presso Galleria 686 di fronte al Museo Guggenheim di Venezia, aperta ogni pomeriggio dalle 16:30 alle 19:30 (sabato e domenica 10:30/12:30 - 16:30/19:30 ) ultimo giorno espositivo domenica 23 aprile 2017                                          
 
 
Note Biografiche

La vita di Miro Romagna.
Miro Romagna, nato a Venezia nel 1927, ha partecipato alla vita artistica italiana dal 1949 in seno all’opera Bevilacqua La Masa di Venezia, partecipando a ben undici edizioni delle mostre collettive riscuotendo premi, segnalazioni e acquisti ufficiali.
Nel 1956 vince il terzo premio Marzotto, alla IV Mostra Nazionale di Pittura - Valdagno (Vi).

Personale alla
Bevilacqua La Masa - 1951

La spiccata personalità artistica e la qualità delle sue opere lo pongono ben presto tra i maggiori pittori veneti, facendogli conseguire nel corso della sua maturità artistica, numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero.
Ha tenuto corsi di disegno, acquarello, e tecniche pittoriche varie, presso il Centro Internazionale della Grafica di Venezia.
Nell’Anno Accademico 1999-2000, gli è stata dedicata una tesi di laurea presso l’Istituto Universitario di Cà Foscari di Venezia, Dipartimento di Lettere, dal titolo "Miro Romagna pittore e cantore della luce veneziana".

 

Premio Marzotto
Valdagno (Vi) - 1956

Sulla sua attività di pittore hanno scritto saggi, su quotidiani e riviste specializzate, molti tra i più eminenti critici d’arte italiani e stranieri. La Rai e la televisione italiana vi hanno dedicato molti servizi.
Sue opere si trovano in gallerie d’arte moderna pubbliche e private di Venezia (Museo di Cà Pesaro), Milano, Roma, New York, Seattle, Stoccolma, Londra, Parigi, ecc.


Miro Romagna è pittore tra i più significativi del “Chiarismo veneziano” post-impressionistico.  E’ forse l’ultimo grande testimone di un’epoca e di una scuola alla quale si attesta l’arte veneto-lagunare, del primo, e parte del secondo, novecento.
Veneziano, classe 1927, Miro Romagna, versatile qualità endogene, è sospinto da perenni entusiasmi giovanili con il piglio della ricerca e dell’introspezione artistica.
Iniziò a dipendere da ragazzino osservando importanti pittori al cavalletto, appostati  in suggestivi angoli di Venezia. Artisti come Filippo De Pisis, Marco Novati, Carlo Cherubini ed altri, e Neno Mori, del quale fu allievo privilegiato per alcuni anni.

Romagna, Mori, Varagnolo e Borsato
Premio Burano 1953
(foto di Anna Varagnolo)

Da tutti, M.R. assimilò una straordinaria proprietà di linguaggio espressivo e la problematica cromatico-luministica. Due aspetti, questi, che costituiscono l’essenza della sua pittura, godibile nelle mirabili vedute veneziane.
Cominciò ad esporre a 15 anni con un’opera, nella collettiva del 1942, tenuta nella Sala Napoleonica insieme ai maggiori pittori veneziani di allora. Pensate la Sua opera fu esposta tra due maestri quali Cadorin e Dalla Zorza.

Paesaggio con neve
olio su tavola cm.20x12 - anno 1942

Ne seguirono numerose altre esposizioni, in Italia e all’estero, conquistandovi consensi e premi, ed ospitalità in musei nazionali. Mostre che segnarono il percorso culturale di un artista in cammino verso sempre nuove esperienze.
Il suo è ancor oggi un dipingere gioioso di vedute lagunari trasfigurate nelle atmosfere cangianti ed angoli di una Venezia minore, omaggio alla storia nel pulsare dei ricordi. E poi nature morte e fiori e visioni sacre: un mondo animato dalla reinvenzione fantastica.
Le sue pennellate sono palpitanti e nervose, ed il gesto vibrante nella levità del tratto sospinto da una tecnica incantevole.
Sul piano strutturale, l’interesse maggiore dell’artista è quello di cogliere le anime segrete di Venezia nella luminosità sfuggevole. E’ l’aspetto maggiore che si coglie maggiormente nelle opere di questi ultimi anni. Sono per lo più vedute veneziane sostanziate nell’emotività espressiva di movimenti diversi che vanno dalla vibrante atmosfera romantica iniziale, alla rarefazione tonale di visioni in cui la luce e il colore si compenetrano sottilmente nell’aria dei riflessi infiniti, per confluire nell’esplosiva accensione dei colori puri.

Egidio Bergamo